• Contatti

    0744 496239

  • E-mail

    federconsumatori.terni@umbria.cgil.it

In merito all’incremento delle tariffe del servizio idrico deliberato dall’Auri l’autorità, Regionale che gestisce il servizio idrico, Federconsumatori di Terni esprime il suo disappunto per un l’incremento dell’8% delle tariffe idriche per il trienno 2021/2023.

Tale disappunto e contrarietà all’aumento del costo dell’acqua per i cittadini è stato gia’ presentato dai rappresentanti di Federconsumatori nella riunione convocata dall’AURI nei primi di novembre, in cui e’ stato presentato il piano tariffario del triennio.

Nel determinare le tariffe con il metodo MTI-3 , non si è tenuto conto della fase drammatica, difficile che la società Umbra sta attraversando che un struttura pubblica avrebbe dovuto tenere in considerazione.

Ma la SII non è mai stata una struttura pubblica sin dal 2001 ed oggi lo è ancor di meno con la cessione del 15% delle quote detenute da ASM ad ACEA.

Ciò ha determinato uno spostamento degli obiettivi del gestore verso una maggiore remunerazione del capitale dei soci privati, anziché verso una calmierizzazione delle tariffe.

Sostanzialmente, nel computo delle nuove tariffe, si poteva tener conto di una applicazione del moltiplicatore THETA inferiore a quello applicato e ciò avrebbe determinato un incremento inferiore delle tariffe.

E’ evidente che tale gesto sarebbe stato più facile per una gestione dell’acqua come bene pubblico, ma così non è stato fatto.

Nonostante un referendum che ha sancito l’acqua bene comune, nonostante le dichiarazione dei governi locali e regionali di buoni intendimenti, l’acqua rappresenta sempre di più un fattore di arricchimento per le imprese ed un depauperamento per i cittadini.

Si da il caso che ad oggi nella SII il privato ha raggiunto il 40%,Asm ha il 3% ed Aman 6%… basterà ben poco per raggiungere il 49% e con le regole dei patti parasociali attualmente esistenti che dà l’ultima parola ai privati ,addio acqua bene comune ,la privatizzazione totale si è compiuta!!!